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Video e Giornalismo: come ottenere un output professionale?

Negli ultimi decenni, le testate giornalistiche si sono trovate a fronteggiare sfide inedite a causa dell’impatto dei social media. Queste piattaforme, pur essendo strumenti potenti per la diffusione delle informazioni, hanno introdotto minacce significative per i media tradizionali, sia in termini di visibilità che di integrità del contenuto.

La principale sfida

Una delle principali minacce è la competizione per l’attenzione dell’utente. I social media, con i loro contenuti brevi e facilmente consumabili, attraggono ampie fasce di pubblico, rendendo più difficile per i giornali tradizionali mantenere l’attenzione dei lettori. La battaglia per l’attenzione è spesso controllata dagli algoritmi dei social media, che tendono a premiare contenuti sensazionalistici o polarizzanti, a scapito di reportage approfonditi e bilanciati.

Nonostante le sfide, però, molte testate giornalistiche hanno deciso di rimboccarsi le maniche per far fronte a queste problematiche. Queste organizzazioni, infatti, stanno adattando le loro strategie per rimanere rilevanti nel mondo dei social media. Questo include l’uso di tecniche innovative di storytelling, la creazione di contenuti specifici per i social media, e l’adozione di modelli di business basati su abbonamenti o contenuti premium. Questi sforzi dimostrano la resilienza del settore giornalistico di fronte alle minacce presentate dal mutevole paesaggio dei media digitali.

Cosa fare per distinguersi?

A mio avviso l’arma più importante è la sistematicità di un output professionale. Ci vuole quindi metodo e qualità. Esse si ottengono mettendo in atto tutte le accortezze nell’ambito video. Ciò che un tempo era prerogativa delle redazioni dei TG, adesso deve diventare uno standard per ogni redazione online.

Una ripresa video professionale, il montaggio pulito e incalzante, i rapidi tempi di realizzazione. Sono tutte cose che riesci ad ottenere solo se hai un team tecnico e creativo che parla la stessa lingua del giornalista.

Non ci sono scorciatoie, non è possibile fare sconti sulla bontà della fattura tecnica del video. L’utente non lo accetta da uno youtuber di sedici anni. Per quale ragione dovrebbe accettarlo da una stimata testata con decine – se non centinaia – di anni di storia alle spalle?

Sono ormai quindici anni che opero in questo settore. Ciò che all’inizio degli anni duemila era ancora difficile, lento e costoso è divenuto via via più accessibile. L’evoluzione tecnologica permette a chiunque di produrre contenuti video straordinari. Permette di raggiungere in diretta milioni di persone e veicolare qualsiasi tipo di messaggio.

Questa è anche un’insidiosa trappola che induce ad un errore di fondo, nel quale cadono anche i giornalisti, tra le menti più raffinate che il nostro Paese riesce ad esprimere. Pensiamo che la disponibilità di un potente strumento tecnico ci renda artisti della comunicazione. Ma non è affatto vero, e questo errore crea non pochi danni. Così come la perfetta conoscenza di Word non ha mai reso nessuno uno scrittore, allo stesso modo un iPhone 12 non trasforma un giornalista in un video reporter.

C’è qualcosa di impalpabile, una nebulosa di conoscenze, sensibilità e attitudini che sono proprie del professionista del video. Ed è questa merce rara che bisogna inserire in ogni creazione multimediale; per dargli quel valore in più che la rende unica, la rende diversa. Gli attribuisce valore e rendendola appetibile per il mercato esigente degli inserzionisti e quello ancora più severo degli abbonati.

 

La luce in fondo al tunnel

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, data la loro crescente esposizione ai media digitali e ai social network, i giovani non sono solo consumatori passivi di contenuti. Sono, invece, critici attenti e consapevoli, capaci di distinguere tra informazioni di qualità e contenuti meno affidabili. La loro abilità nel navigare attraverso un vasto mare di informazioni online li ha resi abili nel riconoscere la veridicità e l’importanza dei contenuti.

Questo vuol dire che proponendo un contenuto di qualità, semplicemente adattandolo ai vari canali social, i tuoi sforzi verranno ripagati. Inoltre, questa tendenza ti aiuterà a mantenere sempre un alto standard, e in poche settimane ti verrà naturale proporre le notizie secondo questa modalità.

In definitiva, la sensibilità di questa generazione all’informazione di qualità non solo ne migliora la comprensione e l’interazione con il mondo, ma stimola anche un miglioramento generale della qualità dei media.

Ora che sai cosa dovresti fare e perché, devi solo trovare la soluzione che soddisfi tutte le esigenze della tua redazione. Una cosa da poco? Non esattamente, ecco perché ho deciso di regalarti una call gratuita, non fartela scappare!

Data di pubblicazione

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